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BUON 2013
Oggi è l’ultimo giorno
dell’anno e quando si chiude un anno è tempo di bilanci.
Un anno iniziato tranquillo ma
che si è chiuso nel peggiore dei modi con la chiusura dei due reparti R&D
di Optics e nel Mezzo….
Nel Mezzo inganni, Speranza,
Rabbia, Dolore.
Inganni. Si sono consumati
quando tutti ci rassicuravano perché avevamo un accordo firmato due anni prima,
perché nel sito di Battipaglia, a differenza di Rieti, erano e sono presenti
diverse realtà lavorative in cui facilmente confluire in caso di problemi,
perché nel sito di Battipaglia sono presenti manager che in poco tempo e per
altri lavoratori avevano saputo risolvere crisi peggiori in pochi giorni, inganni
quando le “parole” sono state ribaltate, cambiate di significato o “non capite”
ai tavoli istituzionali.
Rabbia. Quest'anno, come
molti miei colleghi, ho capito sulla mia pelle cosa vuol dire essere un
cittadino del SUD. Un cittadino di serie B. Un lavoratore del Sud cui sono state tolte le proprie attività per
trasferirle al Nord. Un cittadino cui si può facilmente mentire, raggirare perché
si sa lasciato solo dalla Politica, quella con la P maiuscola, quella che
dovrebbe garantire il rispetto degli accordi, quella che dovrebbe battersi al
fianco dei lavoratori non solo per mantenere il poco che si è riuscito a
costruire ma soprattutto per creare nuove opportunità.
Dolore. “Perdere il lavoro o
la sola minaccia concreta di perderlo, rappresenta un vero sconvolgimento sul
piano psichico. Può travolgerci il senso di fallimento, la convinzione di aver
sbagliato in qualcosa e di non potercela fare ad andare avanti, insieme alla
paura che gli altri, in fondo, non possono davvero comprenderci. La prima
reazione è di rinchiudersi in un isolamento con un progressivo allontanamento
dalla famiglia, dagli amici, perdendo il nostro contatto con gli altri e con la
quotidianità.”(cit.).
Speranza. Ogni volta che un
nostro collega è riuscito a reinserirsi, trovando una nuova posizione senza
però per questo dover rinunciare a qualcosa o a qualcuno, abbiamo sperato di
essere i prossimi.
2013. Mi batto per il
mantenimento dell'esistente, perché ho bisogno di lavorare. Sono consapevole
che c'è bisogno di una scelta. Per questo chiedo all’Azienda, ai Sindacati,
alla Politica: cosa ci proponete?
Se finora Azienda, Sindacati, Politica ci hanno deluso allora dobbiamo essere noi a proporre senza aspettare che qualcuno ci risolva il "problema". Facciamoci venire in mente delle idee, proponiamole e battiamoci per cercare di realizzarle.
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